‘Le nostre braccia che sono come cerchi concentrici’
non mi stringere i polsi che ho ancora i segni degli aghi per le trasfusioni, di sangue e di affetto. a volte, quando ero a letto e fissavo il soffitto, pensavo ai finali possibili tra me e te, come quelli dei film. e nessuno era cosi malinconico, sofferto, felice e perfetto per noi. quindi alla conclusione ci hai pensato tu, ci ha sempre pensato tu. eri una sorta di illusionista, sparivi, e riapparivi molto tempo dopo. sempre più magnifico e sempre più spietato. io ho sempre a che fare con gli spietati, e con loro non c’e niente da fare in realtà
‘constatazioni’
c’è gente che non ha uno scheletro nell’armadio, c’è gente che ha un vero e proprio ossario